Il percorso di visita e le collezioni

Villa San Martino

1. Anticamera dei generali
2. Camera del generale Drouot
3. Camera del maresciallo Bertrand
4. Stanza del “Nodo d’Amore”
5. Camera da letto di Napoleone
6. Vestibolo
7. Studio di Napoleone
8. Sala Egizia

La “casa rustica” era organizzata su due livelli, con al piano terreno i modesti locali destinati alla servitù e il cosiddetto Bagno di Paolina, decorato dal piemontese Antonio Vincenzo Revelli, il pittore ufficiale delle residenze elbane. Al centro della stanza è posta una vasca in marmo su cui è scolpito il motto “Qui odit veritatem odit lucem” il cui significato trova spiegazione nei dipinti delle pareti dove è raffigurato il buio della notte in opposizione alla viva luce del sole, sinonimo della verità.
L’appartamento di Napoleone e dei fidi collaboratori Bertrand e Drouot, occupa il primo piano e comprende sette stanze, comunicanti tra loro, costruite intorno al salone centrale. Oltrepassata la semplice Anticamera dei generali, decorata alle pareti da semplici motivi floreali, si apre la Camera del maresciallo Bertrand, decorata in “trompe l’oeil” con colonne scanalate e soffitto a finto cassettonato, ed arredata con mobili d’epoca.
Segue il Salotto del maresciallo Bertrand, in origine la camera del generale Drouot, decorato con semplici specchiature incorniciate e soffitto a finto cassettonato. L’unica stanza con accesso al salone centrale è la Camera del Consiglio; completamente decorata, è detta anche del Nodo d’amore, dal tenero tema raffigurato al centro del soffitto, in cui Revelli dipinge un grande velario rosa, teso sull’azzurro del cielo, con un’apertura centrale in cui volano due colombe che reggono nel becco un nastro annodato che si sta sciogliendo. Il riferimento era, chiaramente, alla separazione forzata di Napoleone dalla consorte Maria Luisa. Nella Camera da letto di Napoleone ritroviamo le pitture parietali imitanti dei tendaggi ed il soffitto dipinto a finto cassettoni, in cui si alternano le api napoleoniche e l’insegna della Legion d’Honneur.
A seguire si accede allo Studio di Napoleone, decorato da ampie specchiature gialle racchiuse da cornici architettoniche, che in origine accoglieva la biblioteca privata dell’imperatore, trasportata a Parigi dopo la partenza dall’isola; attigua è l’Anticamera in cui si trova un’interessante stampa, commissionata da Demidoff nel 1862, con una veduta della villa.
Fulcro dell’abitazione è la Sala Egizia, le cui pareti sono decorate in “trompe l’oeil” con scene di carattere esotico, scandite da colonne papiriformi ed architravi dipinte con geroglifici, che richiamano le fortunate imprese di Napoleone in Egitto. Al centro della sala è posta una vasca ottagonale, destinata ai giochi d’acqua, in corrispondenza della quale sul soffitto è dipinto lo zodiaco, l’arbitro dei destini umani. I recenti restauri hanno dimostrato la presenza di decorazioni precedenti, forse ricoperte subito dopo la partenza di Napoleone.