Firenze, Sala del Perugino. I pomeriggi in musica del Michelangiolo

20/04/2017

Firenze, Sala del Perugino

Firenze (FI) - Sala del Perugino, Pietro Perugino, Crocifissione, 1494-1496, particolare

Dal 20 aprile al 25 maggio 2017, tutti i giovedì alle  15, gli studenti del Liceo Michelangiolo accoglieranno i visitatori nella Sala del Perugino con lezioni di storia dell’arte realizzate nell'ambito del progetto di alternanza scuola-lavoro "Ambasciatori dell’Arte", seguite da lezioni-concerto. La partecipazione del pubblico agli eventi sarà esclusivamente su prenotazione, fino ad esaurimento posti, all’indirizzo e-mail: prenotazione.perugino@liceomichelangiolo.it

Il calendario degli appuntamenti:

20 Aprile ore 15.00

Concerto in la minore per 2 violini, archi e
continuo RV522 di A. Vivaldi (1678-1741)
(Trascrizione per 2 violini e pianoforte)
Giovanna Ferrari, III C - Giulia Pianini, III E - Davide Zappia, IV A
Ambasciatori dell’Arte
Duccio Divita, IV E - Edoardo Fiesoli, IV E

27 Aprile ore 15.00

Dal Concerto in sol minore per 2 violoncelli, archi e continuo RV531 di A. Vivaldi
(1° movimento, Allegro - Trascrizione per 2 violoncelli e pianoforte)
Ludovica Di Rienzo, III D - Lavinia Scarpelli, IV B - Adele Merlini, V A
Ambasciatori dell’Arte
Alessandro Franca, IV C/D - Anna Galliani, IV C/D _ Niccolò Ulivieri, IV C/D

4 Maggio ore 15.00

Por una cabeza/ Tango di C. Gardel (1890-1935)
(Arrangiamento per violino e chitarra a cura degli esecutori)
Jacopo Lombardi, III E - Giulia Pianini, III E
Ambasciatori dell’Arte
Claudia Della Lunga, IV C/D - Giulia Corridori, IV C/D - Serena Sanesi, IV C/D

11 Maggio ore 15.00

Quartetto in do maggiore per 2 !auti, violino e violoncello op.18 di J. C. Bach (1735-1782)
Clara Todorow, IV E - Emma Colombi, IV E - Viola Innocenti, IV E - Tamar Levi, IV E
Ambasciatori dell’Arte
Irene Rigacci, IV E - So!a Marchi, IV E - Allegra Ricignolo, IV E

18 Maggio ore 15.00

Dalle Trisonate op. III, n°10 e n°12
di A. Corelli (1653-1713)
Ludovico Mealli, III F - Orlando Bandini, IV F - Alice Caruso, III F
Ambasciatori dell’Arte
Lisa Burroni, IV E - Beatrice Zani, IV E

25 Maggio ore 15.00

Requiem op. 66 di D. Popper (1843-1913)
Tamar Levi, IV E - Lavinia Scarpelli, IV B - Ariele Merlini, V A - Lorenzo Sacco
Ambasciatori dell’Arte
Matteo Moglia, IV E - Vitaly Del Pace, IV E - Laura Fintoni, IV C/D - Bianca Segantini, IV C/D

Sala del Perugino
Via della Colonna n.9 (ingresso principale del Liceo Michelangiolo), 50121 Firenze

La Crocifissione del Perugino

L’affresco che si trova nella Sala Capitolare quattrocentesca del Convento allora detto del Cestello, fu iniziato dal Perugino nel 1493 su commissione della famiglia Pucci (55 ducati d’oro) e terminato nell’aprile del 1496. La scena è tripartita e presenta un’architettura classica dipinta conforme all’andamento delle volte a crociera della sala, che crea, grazie anche ad un attento studio prospettico, uno spazio pittorico come continuazione di quello reale. Non vi è dramma nel racconto, ma serena accettazione con la consapevolezza di un fine superiore. Sullo sfondo di un paesaggio di colline, specchi d’acqua ed esili arbusti che va sfumandosi verso l’orizzonte in un’alba appena velata a segnare l’avvento di un nuovo giorno (la presenza di sole e luna a evocare il momento del trapasso di Cristo), i personaggi appaiono distaccati, privi di pathos: vi è al centro la figura del Cristo dalla “serena e classica bellezza” e ai suoi piedi un’umile Maddalena, come esempio di peccatrice pentita, pacificata e devota. In un gioco di equilibri e simmetrie, nel comparto destro, le figure di S.Giovanni Evangelista e S.Benedetto inginocchiato, il fondatore
dell’ordine dei Benedettini; in quello di sinistra la Madonna e S.Bernardo di Chiaravalle fondatore dei Cistercensi (congregazione dei Benedettini). Proprio “i Cistercensi hanno sempre manifestato disinteresse per un’arte eccessivamente esibizionistica, spettacolare, appariscente” e lo stile del Perugino con le sue figure dall’aria “angelica e molto dolce” - non dimentichiamo che fu il maestro di Raffaello - ben risponde a queste esigenze: misura, razionalità, controllo. Eppure a Firenze e non solo qui, in quel turbolento scorcio del Quattrocento si mettevano in atto e si preparavano grandi sconvolgimenti, in campo politico, religioso e artistico. Morto Lorenzo il Magnifico, nel ’94 si ha la cacciata dei Medici e l’arrivo delle truppe francesi di Carlo VIII. Le  accese prediche di Savonarola guardano anche alla Roma dissoluta di papa Borgia, mentre con i suoi “piagnoni” dà breve vita all’utopia di una repubblica teocratica e attizza i “roghi delle vanità”… per poi finire scomunicato e arso in piazza nel ‘98. Si continuano a solcare gli oceani alla ricerca di nuovi approdi, scendono in campo i big del Rinascimento che sono operativi dentro e fuori Firenze: Botticelli, pentito dopo la fase della celeberrima Venere e della Primavera, si converte al severo credo savonaroliano; Leonardo sta lavorando a Milano e si avvia a creare il totemico sorriso della Gioconda; Michelangelo, fra Firenze e Roma, di lì a poco realizzerà il suo David …
Ma all’interno del Capitolo cistercense di Borgo Pinti, in preghiera davanti alla Crocifissione del Perugino, quel
mondo farraginoso e tormentato, e nello stesso tempo pieno di fermenti innovativi, sembra lontano.

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