Firenze - Museo archeologico nazionale. "Hippotia e Amasis: una storia dipinta da Paseas". Un nuovo video sui capolavori della mostra "Tesori dalle terre d’Etruria. La collezione dei conti Passerini, Patrizi di Firenze e Cortona".

31/03/2021

Firenze - Museo archeologico nazionale.

MAF _ Tesori dalle terre d'Etruria -piatto attico dipinto dal Pittore Paseas  510 a. C

In attesa della riapertura, prosegue il viaggio virtuale alla scoperta dei capolavori della mostra "Tesori dalle terre d’Etruria. La collezione dei conti Passerini, Patrizi di Firenze e Cortona", a cura di Mario Iozzo e Maria Rosaria Luberto, allestita al MAF fino al 30 giugno 2021.

Il direttore Mario Iozzo ci accompagna alla scoperta di un piccolo piatto attico a figure rosse, che il pittore Paseas dipinse intorno al 510 a. C.. La sua decorazione è l'immagine simbolo della mostra e troneggia al centro della locandina e sulla copertina del catalogo.

Fu recuperato durante gli scavi del giovane Napoleone Passerini all'interno del Parco della Villa Passerini a Bettolle, insieme ad un altro piatto con soggetto simile, oggi conservato al Metropolitan Museum of Art di New York.

I due protagonisti della scena, Hippotia, la suonatrice di doppio flauto, e Amasis, il danzatore, richiamano l'atmosfera che si creava durante i banchetti ateniesi, narrata dalle fonti antiche. Non è chiaro l'utilizzo di questo grazioso oggetto; la presenza di due piccoli fori praticati sul retro, prima della cottura, non esclude che potesse essere appeso a scopo ornamentale.

Nella mostra attualmente sospesa, per la prima volta dopo circa 150 anni è esposta al pubblico interamente riunita nei suoi nuclei principali, la collezione archeologica del conte Napoleone Passerini (1862-1951) e della sua famiglia, in parte conservata nei magazzini del Museo archeologico nazionale di Firenze  e ora completata da 82 pregiate antichità prevalentemente etrusche e greche, consegnate da una generosa donatrice fiorentina nel 2016 al Comando Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale di Firenze.

Il conte Napoleone, legittimo erede del facoltoso Pietro Passerini da Cortona, dell'antica stirpe del cardinal Silvio (amico fraterno di Giovanni de' Medici, ovvero Papa Clemente VII), oltre ad essere un agronomo di chiara fama, fondatore e proprietario dell'Istituto Agrario di Scandicci, e ad aver selezionato la razza Chianina nelle sue fattorie in Val di Chiana, fu appassionato collezionista e fin dall’adolescenza radunò la straordinaria raccolta, in parte ereditata dal padre, promuovendo scavi e acquistando capolavori, molti dei quali fanno oggi bella mostra in alcuni fra i più grandi musei del mondo. ​

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