Arezzo - Museo di Casa Vasari

Museo di Casa Vasari
Via XX Settembre, 55   52100 Arezzo  Come arrivare
Tel. +39 0575 409040
drm-tos.casavasari@cultura.gov.it
Prenotazioni, Biglietteria e Bookshop
tel. +39 0575 354449
e-mail: casavasari@gruppomosaico.com www.giorgiovasari-ticketoffice.it/

Direttore Rossella Sileno
Tel. +39 0575 409078
rossella.sileno@cultura.gov.it

Giorni, orari di apertura e modalità di ingresso 

lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì e sabato ore 9.00 - 19.30 (ultimo ingresso 18.35)
domenica e festivi ore 9.00 - 13.30 (ultimo ingresso 12.20).

Chiuso: martedì, 1 gennaio, 25 dicembre.

Prenotazione obbligatoria da effettuare negli orari di apertura del museo ai seguenti contatti: tel. +39 0575 354449, e-mail: casavasari@gruppomosaico.com   www.giorgiovasari-ticketoffice.it/
In considerazione degli spazi ridotti di quasi tutte le sale, si prevede la presenza contemporanea di un numero massimo di 25 persone. Allo Stanzino Vasariano potranno accedere contemporaneamente solo 3 persone, alla Cappellina una persona per volta.
Alla Sala video sarà consentito l’accesso a 8 persone contemporaneamente, con una permanenza massima di 20 minuti.

BIGLIETTI
Intero: € 4,00 Ridotto: € 2,00 Riduzioni e gratuità secondo le norme di legge previste per i musei statali.
La biglietteria chiude 30 minuti prima della chiusura del Museo.


"Una casa principiata in Arezzo, con un sito per fare orti bellissimi nel borgo San Vito, nella migliore aria della città": con queste parole Giorgio Vasari descriveva la sua casa, acquistata nel 1541, oggi sede del museo omonimo. L’abitazione si sviluppa su quattro livelli: il seminterrato; il piano nobile, con affaccio diretto sul giardino; il secondo piano, probabilmente destinato alla servitù, piuttosto rimaneggiato; le soffitte. Accanto alla casa si estende il giardino pensile all’italiana, in origine più esteso e con degli orti.
Vasari affrescò riccamente le sale dell’appartamento signorile, seguendo un preciso programma di celebrazione del ruolo dell’artista, utilizzando riferimenti mitologici, biblici, e allegorie.
Nel 1911 –  in occasione del quarto centenario della nascita dell’artista aretino – la dimora venne acquistata dallo Stato italiano per destinarla a Museo.
Negli anni Cinquanta del secolo scorso il Museo assunse il suo aspetto attuale, con l’eliminazione degli arredi in stile e l’allestimento di una piccola quadreria con opere di Vasari, dei suoi collaboratori, e di altri pittori toscani, ben rappresentativa del Manierismo toscano.
All’interno di Casa Vasari si conserva inoltre il prezioso Archivio vasariano, contenente la corrispondenza del poliedrico artista e documenti quali le Ricordanze e lo Zibaldone.

La collezione

Il museo è caratterizzato soprattutto dalla presenza di pitture murali sulle pareti e sulle volte, e dai dipinti su tavola che l’artista realizzò a più riprese per decorare la propria abitazione.
In particolare, nella Sala del Trionfo della Virtù, la rappresentazione è incentrata sul ruolo dell’artista, e sull’influsso degli astri sulla vita umana: celebri artisti dell’antichità, figure allegoriche e, sul soffitto,  Il Trionfo della Virtù che lotta con la Fortuna e l’Invidia. Nella Camera di Abramo, ovvero la camera nuziale,  ha particolare risalto Dio padre che benedice la generazione di Abramo nel tondo centrale del soffitto. Nelle altre sale, Apollo e le Muse, la Fama, e numerosi ritratti di artisti contemporanei a Vasari.
I dipinti esposti a Casa Vasari, nella Quadreria allestita agli inizi degli anni Cinquanta e rinnovata nel 2011, provengono per la maggior parte dalle collezioni delle Gallerie Fiorentine e presentano una rassegna di pittori cinquecenteschi riferibile in particolare ai cosiddetti "pittori dello studiolo", ossia gli artisti che –  intorno al 1570  collaborarono insieme a Vasari alla decorazione dello Studiolo di Francesco I de’ Medici in Palazzo Vecchio, tra cui Jacopo Zucchi, Carlo Portelli, Mirabello Cavalori, Francesco Morandini, Alessandro Allori, Perin del Vaga, Giovanni Stradano, Maso da San Friano, Santi di Tito, ed altri di ambito aretino e fiorentino.

Sono poche le opere appartenenti all’arredo originale della casa: la Venere in gesso attribuita a Bartolomeo Amannati, posta a coronamento del camino nella Sala del Trionfo della Virtù, e la terracotta policroma invetriata raffigurante l’imperatore romano Galba di profilo, attribuita ad Andrea Sansovino ed esposta nel cosiddetto Stanzino vasariano riallestito e riaperto al pubblico insieme alla Cappellina
Aperta al pubblico anche la nuova Sala Video che arricchisce ulteriormente il percorso museale.

Carta della qualità dei servizi - ultimo aggiornamento gennaio 2018 

Arezzo (AR) - Museo di Casa Vasari, internoArezzo (AR) - Museo di Casa Vasari, internoArezzo (AR) - Museo di Casa Vasari, internoMuseo di Casa Vasari (AR) - Stanzino Vasariano Museo di Casa Vasari (AR) - Busto dell’imperatore Galba, Andrea Contucci detto il Sansovino, maiolica policromaMuseo di Casa Vasari (AR) - Cappellina, Pavimentazione Maioliche, particolare 1Museo di Casa Vasari (AR) - CappellinaMuseo di Casa Vasari (AR) - Cappellina, Pavimentazione Maioliche, particolareArezzo (AR) - Museo Casa Vasari, Soffitto, ricostruzione virtuale