Firenze - Parco di Villa il Ventaglio

Parco di Villa il Ventaglio
Via Aldini, 10/12   50131 Firenze
Tel. +39 055 580283
drm-tos.ventaglio@beniculturali.it

Direttore Lorenzo Sbaraglio
lorenzo.sbaraglio@beniculturali.it 

Giorni, orari di apertura e modalità di visita

Da martedì a domenica:

Settembre e Ottobre (fino alla fine dell’ora legale): ore 8.30 - 18.30.
Dall’ultima domenica di Ottobre al 31 Ottobre: ore 8.30 - 17.30.
Novembre, Dicembre, Gennaio, Febbraio: ore 8.30 - 16.30.
Marzo (fino alla fine dell’ora solare): ore 8.30 - 17.30.
Aprile, Maggio: ore 8.30 - 18.30.
Giugno, Luglio, Agosto: ore 8.30 - 19.30.

"Lunedì d'autunno al Ventaglio" Aperture straordinarie e visite guidate gratuite con il direttore.
Dal 21 settembre al 9 novembre 2020 tutti i lunedì. Prenotazione obbligatoria per le visite

Chiuso: Lunedì, 25 dicembre e 1° gennaio.

Ingresso libero

Indicazioni per la visita in sicurezza:

- Ingresso vietato in caso di febbre superiore a 37.5°
- Usare la mascherina
- Mantenere la distanza di sicurezza ALMENO 1,5 metri
- Evitare gli assembramenti
- Vietato l'utilizzo di fontanelli
- Non sostare negli spazi di passaggio
- Lavare/igienizzare spesso le mani

Nel caso in cui non sia possibile garantire il rispetto delle disposizioni di sicurezza sarà disposta la chiusura temporanea del parco. Rimane inoltre in vigore il regolamento esposto all'ingresso. Si ricorda in particolare che è vietato l'accesso ai cani e ad animali di qualsiasi genere, giocare a palla o con qualsiasi altro oggetto, consumare pasti, entrare con biciclette, pattini o altri mezzi.

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Originariamente l'edificio era nel Quattrocento una casa da oste con podere che apparteneva a Lippaccio e Giovanni Brancacci: situata sulla collina delle Forbici, offriva l'opportunità di una sosta ai pellegrini che da Porta a Pinti si recavano a San Domenico di Fiesole.
L'edificio appartenne prima ai Brancacci, poi ai Salvetti che lo trasformarono in "Casa da signore e lavoratore", tenendolo fino ai primi del Seicento. Successivamente la proprietà passò ai Bardi e agli Usimbardi, poi divenne fidecommissaria la Compagnia di San Michele e venne data in affitto ai Torrigiani sino alla prima metà del Settecento. Successivamente fu dei Cedri, poi Seratti e dopo la proprietà passò ad Agnese Pecci, che nel 1824 la vendette al conte milanese Giuseppe Archinto.
Egli incaricò l'architetto Giuseppe Poggi di ristrutturare ed ampliare la proprietà: venne realizzata la Villa ottocentesca in stile neoclassico con scuderie, accessibili da via delle Forbici.
Con la collaborazione del giardiniere e botanico Attilio Pucci, il podere a gelsi e olivi fu trasformato nell'attuale parco romantico: i lavori di movimenti di terra durarono fino al 1856, successivamente furono piantati gli alberi (tigli, olmi, ippocastani, bagolari) creando scorci e prospettive tramite il contrasto tra le grandi masse arboree e le ampie superfici a prato.
Il Parco in stile inglese si estende sulla collina per circa cinque ettari; internamente fu realizzata una strada carrozzabile per avere un più facile accesso alla villa, in alternativa alla ripida via delle Forbici.
Elementi caratterizzanti sono il laghetto romantico, con isoletta e ponticello, nel pratone di ingresso.
Dopo l'acquisizione allo Stato, i lavori di restauro condotti dalla Soprintendenza tra il 1983 ed il 1985 hanno conservato integralmente i valori paesaggistici e ambientali del parco.
L'impianto naturalistico collinare del parco, che presenta in prevalenza piantagioni arboree e boschive, è stato realizzato essenzialmente con caratteristiche e valori paesaggistici, sfruttando la potenzialità delle vedute e degli scorci verso la città.
L'estensione delle superfici a prato, la composizione di gruppi di alberi, la corretta proporzione tra le diverse masse arboree, caratterizzano questo parco romantico di stile inglese, che costituì per il Poggi un'anticipazione del Viale dei Colli.
La massa delle spalliere e delle bordure del viale è composta da siepi di alloro e lentaggine ornati da bordure di Rosa chinensis.
In prossimità dell'accesso, Platanus orientalis e Platanus occidentalis, poi Acer campestre; lungo il vialetto un Taxus baccata, e sul margine sinistro Cercis siliquastrum (albero di Giuda). Oltre il boschetto dei lecci, da segnalare alcuni Arbutus unedo (corbezzolo) poi diversi ippocastani, olmi, bagolari e cipressi disposti lungo il muro di confine a frangivento. Il sottobosco è formato prevalentemente da cespugli di Laurus nobilis (alloro) e Ruscus aculeatus (pungitopo). Sul pratone del lago, varie essenze tra le quali: Pinus nigra, Gleditschia triacanthos, Broussonetia papyrifera.
Tra le altre piante, bagolari, tigli, il "bosco delle querce", il "prato delle robinie".
In prossimità della scala di accesso al giardino all'italiana antistante la Villa, una palma della specie Washingtonia filifera, poi diverse varietà di rose tra le quali la rosa banksiae e la parte finale del viale che conduce alla Villa è ombreggiato da alcune piante di Sophora japonica.
Il parco è stato acquisito dallo Stato italiano nel 1967 con l'esercizio del diritto di prelazione sul proprietario Conte Gamba Castelli, poi dato in consegna alla Soprintendenza per i Beni Architettonici ed il Paesaggio di Firenze e infine a seguito della recente riforma del Ministero assegnato nel marzo del 2015 al Polo Museale della Toscana, ora Direzione regionale musei della Toscana.   Nel 2018 l’area collinare del Parco è stata restaurata col contributo di Fondazione CR Firenze  restituendo interamente al pubblico cinque ettari del polmone verde progettato da Giuseppe Poggi.

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Carta dei servizi 2017 - ultimo aggioramento ottobre 2017

Come raggiungere il Parco di Villa il Ventaglio

 

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